Adriano PERINI

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Fabio RINALDI

Adriano Perini e l’avventura di PHOTO-IMAGO

INCONTRO CON ADRIANO PERINI

Non ho memoria del primo mio incontro con Adriano Perini, ricordo che la sua presenza, il suo parlare fermo e risoluto gli davano un profondo senso di rispetto. Le sue osservazioni mai banali lo ponevano allora ai miei occhi come una persona con cui avrei voluto condividere il mio cammino fotografico. Ma le nostre strade erano stupidamente in concorrenza. Io all’epoca ero nel direttivo del circolo fotografico Fincantieri, e questo ci aveva tenuto un po’ distanti. Per carattere, però, non sono mai riuscito a limitare la visione della fotografia ad un nucleo ristretto di persone, ero sempre alla ricerca di nuovi stimoli che non trovavo solo nel circolo o nella città e tanto meno nella federazione a cui appartenevamo. Ero curioso anche delle altre realtà dei vari “cani sciolti” che creavano un’arte diversa lontana dagli stereotipi dei concorsi. Gestendo la sala mostre Fenice volevo far conoscere ai soci anche realtà diverse differenziando l’offerta tra storico e attuale, tra noto e da scoprire. Per questo negli anni avevo invitato anche Maurizio FrullaniRoberto Kusterle, ma anche Elio Ciol ….. Forse per questa mia apertura un giorno bussò alla mia porta Adriano proponendomi di partecipare al XVIII fotoforum Internazionale Alpe Adria. Da quella volta le nostre strade si sono incrociate molto spesso.

Uscito dal circolo sono stato subito invitato da un numero ristretto di fotografi, sicuramente anche tramite proposta di Perini, a partecipare alla lunga serie di calendari tematici conclusasi all’esedra di villa Manin con la bella mostra e lo splendido catalogo ‘il tempo dei fotografi’. Il nostro sodalizio ero ormai consolidato. Visti i suoi problemi di salute ed il mio trasferimento a Muggia, si faceva spesso la strada assieme per andare a mostre, incontri e cene. E proprio in uno di quei trasferimenti un giorno del 2015, forse consapevole del suo stato, mi chiese di aiutarlo nella gestione della sua associazione.

Avevo giurato di non partecipare più all’associazionismo, a restare libero nel mondo della fotografia.

NASCITA DI PHOTO-IMAGO

Poi, un giorno a casa sua, ha stappato una buona bottiglia di vino e mi ha parlato della sua creatura PHOTO-IMAGO, del Centro per l’archiviazione e la divulgazione dell’immagine fotografica.

Lo aveva creato nel 1983 su iniziativa di alcune persone che ritenevano ormai improcrastinabile l’avvio anche nella città di Trieste di un’organica e continuativa attività espositiva nel settore della fotografia d’autore, ormai presente in varie altre località italiane dopo la grande esposizione del ‘79 a Venezia. L’idea era quella di sfruttare la posizione geografica della città per creare interscambi con il bacino danubiano, di interagire con le altre realtà nazionali e non, già attive nel settore a mezzo di mostre e manifestazioni di prestito, per far conoscere all’esterno gli autori più meritevoli d’attenzione operanti in regione e, nel contempo, portare a Trieste realtà espressive già affermate altrove.

All’epoca il quadro culturale in campo fotografico era caratterizzato dall’attività di alcuni circoli fotografici che si limitavano quasi esclusivamente ad attività sociale basata sul concetto della competizione attraverso concorsi, caratteristica che limitava la possibilità per gli autori di sviluppare un discorso più approfondito, possibile solamente attraverso l’allestimento di mostre personali. Saltuariamente venivano proposte, ad opera di Enti, alcune mostre di notevole interesse, ma senza una linea guida che ne caratterizzasse una particolare proposta strategica.

La prima sede espositiva fissa di Photo-Imago è stata la saletta al piano terra del Palazzo Gatteri da dove ha avvio quell’interscambio di mostre pensato in fase costitutiva del centro. Arrivano mostre da Milano a Roma ed altrettanti autori regionali espongono nelle due città. Rassegne di fotografi italiani sono organizzate a Graz e a Lubiana e proprio qui, grazie alla collaborazione col centro Ivan Cankar verrà promossa la nuova fotografia italiana nell’allora Jugoslavia.

ESPANSIONE E COLLABORAZIONI

Nel 1986 PHOTO-IMAGO viene invitata a rappresentare la regione Friuli – Venezia Giulia presso i FOTOFORUM INTERNAZIONALI ai quali partecipano le regioni di Alpe-Adria attraverso il filtro di importanti gallerieassociazioni e musei, portando in più riprese, fino al 1993, gli autori regionali in Stiria, Carinzia, Ungheria, Slovenia, Croazia e Veneto.

Inizia una lunga collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Muggia dove, assieme ad altre due associazioni culturali, dà corpo al ciclo di manifestazioni denominate Minimi Intenti dedicate, oltre che alla fotografia, all’arte contemporanea più in generale.

Da allora è un susseguirsi di eventi sempre più importanti: nel 2003 la Regione Friuli-Venezia Giulia, assieme al Circolo Culturale Italo-Austriaco di Trieste, ha demandato a PHOTO-IMAGO

l’organizzazione di una mostra fotografica quale omaggio della città di Trieste alla gemellata città di Graz, in occasione del conferimento a quest’ultima del ruolo di Capitale Europea della Cultura per il 2003. Quest’incontro ha permesso di consolidare il rapporto con Graz in numerose altre occasioni.

Nel 2007 l’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia dà avvio al progetto PRACC (Progetto Arte Contemporanea Carà) affidandolo alle associazioni JULIET e GRUPPO 78 per la valorizzazione dell’omonimo nuovo museo muggesano attraverso la proposta di iniziative espositive nell’ambito delle più recenti produzioni artistiche.

Gli occhi gli si illuminavano mentre scorreva l’elenco delle mostre realizzate, raccontandomi nei particolari le persone incontrate e i cataloghi fatti. Scorrendo la nutrita libreria potevo cogliere l’ampio spettro del suo interesse fotografico.

Ci incontriamo nuovamente nel 2005 per dare l’avvio, assieme ad altre due realtà, ad una visione innovativa di festival che per dieci anni mi vedrà coinvolto nella direzione: triestèfotografia.

Nel 2008 sarà Elio Ciol testimone del venticinquennale dell’associazione, mentre nel 2013, per il trentennale, sarà la mostra con catalogo intitolata 1983-2013 TRENTANNI DI FOTOGRAFIA IN ALPE ADRIA al Museo d’Arte Moderna di Muggia a dare lustro all’evento.

E’ il momento di salutarci e mentre scendiamo le scale che portano all’ampio salone della casa di Muggia noto le numerose fotografie che adornano la parete. Ne riconosco alcune che sono di fotografi estremamente famosi. Visto il mio stupore mi racconta la storia di un incontro o di come è riuscito ad avere quella foto.

IL PASSAGGIO DEL TESTIMONE

Era il 2015 quando ho accettato di collaborare con Te e ne sono particolarmente orgoglioso. Abbiamo saputo organizzare in questi quattro anni delle splendide mostre al museo Carà. Ci siamo divisi i compiti: hai accettato le mie proposte e, fidandoti dei miei allestimenti, mi hai fatto crescere in autonomia. Nel 2019 mi hai lasciato solo a gestire il tutto, perché la tua salute ti relegava in casa, ma sereno sapevi di aver passato il testimone, la tua grande creatura, in buone maniRiposa in pace.

Fabio Rinaldi 28 ottobre 2019